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Armature illuminanti per aree pericolose: guida alla scelta

Armature illuminanti per aree pericolose: guida alla scelta

I principali effetti negativi sulla salute correlati al lavoro in condizioni di illuminazione non idonee riguardano principalmente la vista. Le cause più frequenti sono dovute all’abbagliamento causato dall’illuminazione ambientale eccessiva o allo sforzo fisico e mentale impiegato per lavorare in condizioni di scarsa illuminazione.

In generale, quindi, un’illuminazione non idonea costringe spesso ad assumere comportamenti sbagliati: è pertanto davvero importante scegliere la giusta illuminazione per l’ambiente in cui ci si trova; questo è ancora più rilevante in luoghi con pericolo di esplosione ove la necessità di avere un’illuminazione adeguata ai fini del corretto svolgimento del lavoro e nel rispetto dei canoni di sicurezza si deve coniugare con la capacità dell’apparecchio di contenere l’esplosione.

Le funzioni di un apparecchio di illuminazione sono essenzialmente tre:

  • Contenimento: l’apparecchiatura illuminante costituisce un insieme protetto che contiene e protegge lampade, portalampade, alimentatori, morsetti.
  • Sicurezza elettrica: l’apparecchiatura illuminante deve essere realizzata in conformità con le normative EN con grado di protezione adeguato.
  • Funzioni illuminotecniche: riguardano il flusso luminoso emesso dalle lampade. In tal senso è importante avere a disposizione un calcolo illuminotecnico realizzato ad hoc per l’area che deve essere illuminata.

Per la realizzazione di un progetto illuminotecnico occorre tenere presente le seguenti caratteristiche:

  • riflessione (il fenomeno per cui un’onda, quando colpisce l’interfaccia tra differenti mezzi, cambia direzione e torna nel mezzo di provenienza);
  • diffusione (si riferisce a quei fenomeni in cui onde o particelle vengono deflesse (ovvero cambiano traiettoria) a causa della collisione con altre particelle. La deflessione avviene in maniera disordinata e casuale e per questo si distingue dalla riflessione e dalla rifrazione, che invece cambiano le traiettorie in maniera regolare e determinata;
  • rifrazione (la deviazione subita da un’onda quando passa da un mezzo ad un altro, la sua velocità di propagazione cambia).

Quando si progetta un impianto di illuminazione, oltre al tema dell’efficienza visiva si deve anche tener presente che, con il trascorrere del tempo, l’efficienza degli apparecchi di illuminazione decade a causa della perdita di flusso delle lampade dovuto all’invecchiamento e per il deposito di polvere sui riflettori e sui diffusori, è pertanto importante prevedere la percentuale relativa al degrado dell’apparecchiatura.

Nel calcolo illuminotecnico, atto alla scelta della migliore soluzione di illuminazione, occorre poi indicare il tipo di lampada. Per quanto riguarda le armature illuminanti per aree pericolose occorre scegliere il tipo di illuminazione (se a LED oppure no) e il modo di protezione della lampada (esecuzione Ex d, Ex e, Ex n).

  • Ex d – a prova di esplosione: La caratteristica principale del metodo Ex d è la robustezza dell’apparecchiatura che garantisce un’elevata affidabilità nel tempo, solitamente costruite in lega di alluminio e vetro al borosilicato, le armature Ex d sono impiegate in luoghi ove, oltre alla protezione antideflagrante, viene richiesta una buona protezione meccanica delle apparecchiature.
  • Ex e – a sicurezza aumentata: La caratteristica principale di queste apparecchiature riguarda i requisiti costruttivi che le rendono non scintillanti anche in determinate condizioni di funzionamento anomalo. Le armature illuminanti Ex e sono solitamente costruite con resine plastiche, tipo poliesteri e policarbonati, che le rendono leggere e di facile installazione e manutenzione nonché consentono una semplice sostituzione delle lampade. La resina plastica, inoltre, viene preferita per l’utilizzo in situazioni di pericolo di corrosione in presenza di nebbia salina e in ambienti con atmosfera aggressiva per la presenza di acidi inorganici forti. Di contro, però, il policarbonato utilizzato può perdere le caratteristiche di trasparenza col passare del tempo, tendendo ad ingiallire e, quindi, a peggiorare il flusso luminoso. A paragone, l’alluminio e il vetro hanno prestazioni migliori contro l’invecchiamento in quanto il vetro garantisce negli anni la massima trasparenza.
  • Ex n – Semplificato: la caratteristica principale di questo modo di protezione è il costo nettamente inferiore rispetto ad altri modi di protezione, ciò è dovuto al fatto che le armature illuminanti Ex n sono adatte solo alle zone 2/22.

Le apparecchiature Ex n sono suddivise in apparecchiature “non scintillanti” e apparecchiature “scintillanti” ovvero che producono archi, scintille o elevate temperature superficiali nel normale funzionamento. Sulla base di questa suddivisione, si potrà pertanto avere il metodo Ex nA per apparecchiature non scintillanti Ex nC per apparecchiature scintillanti Ex nR per custodie a respirazione limitata.